Giovanni Vecchio

GIOVANNI VECCHIO

LA RASATURA DELLA PRIMA BARBA
Con le gambe tremanti, il mio Maestro mi aiutava spiegandomi come tenere il Rasoio e soprattutto come girare il polso nell’eseguire la Rasatura.
Unico, ma grosso problema, il fatto che Mario Melgiovanni (fratello del Maestro),
Avesse il collo così pieno di peli incarniti
(Peli che crescendo si rigirano all’interno della pelle creando delle Pustole che al passaggio del Rasoio si aprono creando un’effetto Bistecca cruda)!
A quel punto, non potevo non scoppiare a piangere. E ricevendo solo complimenti sono riuscito a calmarmi.
Da quel momento, ero diventato
IL BARBIERETTO.

 

GIOVANNINO LADRO
Dopo alcuni mesi dal suo arrivo, Salvatore (il mio collega apprendista) mi convinse a prendere dalla cassa del salone 200 lire per andarci a comprare dei cioccolatini, tanto con tanti soldi nella Cassa il Maestro non si sarebbe accorto di nulla!
Ma quando mai!!!
Appena rientrato il Maestro mi chiedeva chi e quanti clienti fossero venuti e chi avesse pagato. Dopo aver ragguagliato il Maestro e consegnata la chiave, lui controllava la Cassa e mettendoci Salvatore alla mia destra, mi dava un ceffone così forte che Salvatore andava a sbattere contro il muro.
A questo punto, ci mandava via dicendo di andare a raccontare ai genitori quello che avevamo combinato e che dopo avrebbe informato egli stesso l’accaduto. Quel giorno non sono tornato a casa per pranzo. Ho raccontato a Mamma (Papà era emigrato in Germania), una bugia per non dare spiegazioni di quello che era successo.
Nel pomeriggio ero andato al parco del paese, ad un certo punto vedo arrivare il mio Maestro con la sua bicicletta, mi fa sedere sulla canna, mi accompagna a casa da mia madre; che già al corrente dell’accaduto, provvedeva immediatamente a suonarmele di santa ragione ed a rimproverarmi di essere un ladruncolo e che dovevo solo vergognarmi per il gesto fatto, dopo la fiducia ricevuta. Nel frattempo il Maestro era andato via. Quindi, dopo che Mamma mi ha lavato il viso, mi ha invitato ad andare al Salone.
Ovviamente, mi sono rifiutato dicendo che il Maestro non mi volesse più con Lui. Ma, Mamma ed il Maestro si erano già accordati affinché io tornasi al Salone a continuare il mio apprendimento. Mentre Salvatore non ebbe più questa opportunità.
Tornato al Salone molto timidamente, venivo accolto con freddezza.. Ma non era tutto, dopo qualche ora si presentava il Brigadiere dei Carabinieri, che mi diceva: la prossima volta ti porto in prigione! Poi e stato il turno del Parroco Don Antonio, che mi invitava ad andarmi a confessare. E per ultimo il Medico Condotto che voleva farmi credere che quel mio furtarello, avrebbe potuto incidere sul mio cervello in futuro.
A questo punto,li ho inviati a farsi i fatti propri e di lasciarmi in pace. In fondo avevo SOLO, rubato per dei cioccolatini.
Dopo, il Maestro prendeva nuovamente la chiave della cassa, consegnandomela.
E stato commovente cosi tanto che in quel momento ho giurato che non avrei MAI PIÙ RUBATO NIENTE IN VITA MIA.

 

BARBIERE SEMPRE PIÙ BRAVO
Intanto il tempo passava, ed io apprendevo sempre più l’Arte de Barbiere e sempre con maggiore interesse mi dedicavo all’apprendimento.
Intorno agli 11 Anni, mi fu permesso di tagliare i capelli al mio zio Nino, che gentilmente si era prestato affinché io potessi esercitarmi, gradualmente anche degli altri clienti fecero la stessa cosa.
A 13 Anni, Papà, tornando in Germania nella Foresta Nera (Schwarzwald ) dalle vacanze estive mi portava con se. Per poi dopo un mese, rimettermi sul treno per Zurigo, Milano e poi Lecce. Dove con l’autostop avrei proseguito fino a Cutrofiano, paese d’origine.
I soldi che Papà mi aveva dato da portare a Mamma, li avevo nascosti nelle calze. Dove nessuno avrebbe potuto trovarli. Con la raccomandazione di fare attenzione, sono tornato al Cutrofiano senza aver perso i soldi.

 

EMIGRAZIONE IN GERMANIA
Nell’Agosto del 1962 Papà Luigi, Mamma Immacolata ed io, Emigriamo in Germania. (Già nel 1952 mi raccontava Mamma, eravamo saliti su una Nave a Napoli per emigrare in Argentina. All’ultimo momento, Mamma Immacolata decise di NON PARTIRE e quindi scesi dalla Nave tornammo a Cutrofiano). La città in Germania si chiama Sankt Georgen/Schwarzwald,
Appena arrivati, Papà che già risiedeva da qualche anno, aveva trovato il lavoro per Mamma e me in una Fabbrica di giradischi Perpetuum Ebner. Dove il 19 Agosto iniziavamo a lavorare. Mamma nella catena di montaggio.Ed io, avevo l’incarico in diversi reparti, in quanto apprendista, avevo anche lo stipendio leggermente inferiore rispetto agli adulti.
Dopo 6/7 mesi di permanenza, avevo già iniziato a parlare discretamente il tedesco. E frequentando dei Corsi di lingua tedesca in poco tempo avevo migliorato il mio tedesco notevolmente.
Nel frattempo avendo portato a conoscenza ai connazionali e ai tedeschi, che io sapevo tagliare i capelli, mi ero creato una discreta clientela una 50na di persone che andavo a servire nelle loro abitazioni regolarmente una volta al mese. Con i miei genitori avevamo stabilito che i proventi di questo secondo lavoro li tenessi per me.
Lo stipendio della Fabbrica invece lo consegnavo a casa.
Intanto a me non piaceva molto la vita in Fabbrica e quindi per iniziare a capire il modo di fare il Barbiere, un pomeriggio dopo avere staccato dalla Fabbrica, mi presentai nel Salone di un Barbiere tedesco, chiedendogli se avesse bisogno di un’aiutante.
Questo Collega, guardandomi mi chiedeva se avessi un fratello maggiore che facesse il Barbiere. Io gli risposi che ero io il Barbiere, procurandogli una certa ilarità. Questa espressione mi aveva alquanto irritato, quindi; gli dicevo che c’era poco da ridere e che ero perfettamente in grado di tagliare i capelli come lui. Certamente non si aspettava una simile reazione e quindi invitando un Suo cliente in attesa, gli chiedeva se potesse fare da cavia. Tanto c’era Lui a controllare. Naturalmente questo cliente gli rispondeva che non se ne parlava nemmeno. A questo punto ho salutato e…mentre andavo via, venivo richiamato. Il cliente sarebbe stato d’accordo ma…con la supervisione del Titolare.
A questo punto prendevo i miei attrezzi per eseguire il taglio di capelli. Il Titolare, mi invitava ad usare la Macchinetta Elettrica ( attuale Clipper ). Ma io gli rispondevo che per fare QUEL taglio era meglio usare forbici e pettine. Quindi mi invitava a fare come meglio credessi.
Man mano che procedevo nel taglio il Titolare esclamava con degli oh oh oh, di meraviglia. Tanto che quando ho finito il taglio, il Cliente gli diceva che da quel momento in poi, i capelli glieli avrei tagliati SOLO IO !
A questo punto, mi chiedeva quanti Marchi pretendessi per andare ad aiutarlo nel pomeriggio dalle 16:00 alle 18:30, orario di chiusura del Salone.
Essendo stato consigliato dal mio Papà a non chiedere cifre esatte, gle rispondevo che questo lo lasciavo a Sua discrezione.
Quindi mi offrì 20 Marchi a settimana
In Fabbrica per tutto il mese
( 240 Marchi) 1/3 dello stipendio di un mese in Fabbrica. Più le Mance + -15%.
Per poche ore settimanali.
Pertanto, tra Salone e Clienti privati a fine mese, solo con i Capelli guadagnavo mediamente 200 Marchi al mese. Questo mi permetteva di vestire elegantemente.

 

SALON SPÄTH TRIBERG/SCHW.W.
Essendosi sparsa la voce che in giro c’era un giovane Barbiere Italiano, fui contattato dal fidanzato di Franziska, figlia della Titolare Sig.ra Luise Späth, Werner Tässler, mio amico.
Quando mi sono presentato ho ricevuto un’accoglienza straordinaria. Mi fu offerta una retribuzione per l’epoca molto alta e la Camera nella stessa Abitazione dov’era ubicato il Salone, vitto e tutto quello che una persona necessita.
Unico veto, non poter portare Donne nella casa. Problema non da poco considerando i miei 16 anni. Ma di questo parlerò dopo.
Quando la settimana successiva iniziavo in questo nuovo Salone, Unisex come tutti i Saloni dell’epoca in Germania. Ho iniziato a tagliare i capelli e radere come io sapevo ben fare. Già dal primo giorno di lavoro nel pomeriggio dalle 14:00 alle 17:00, nel Salone cerano non meno di 7/8 ragazzi di un vicino convitto che io regolarmente e giornalmente riuscivo a servire. La Sig.ra titolare era ovviamente contentissima ed anche io. Perché oltretutto ricevevo parecchie mance. In quanto i ragazzi erano figli di benestanti e quindi con parecchie disponibilità economiche.

 

RITORNO PRESSO SALON EIDLING
A VILLINGEN NUOVO SALONE
NIEDERESTRASSE

Nel mese di Maggio del 1966, venivo richiamato a Lavorare nel Salone che mi aveva visto artefice dell’episodio della Sigaretta spenta dal vecchio titolare.
Il Salone era stato trasferito da
Via Paradiespassage a Via Niederestrasse. La Via più Centrale ed importante della Città. Peraltro è la Città conosciuta nel Mondo intero per la sede della Fabbrica di Radio e Televisione SABA, nonché la Fabbrica della Kienzle Costruttori di Orologi ed altri Apparati Elettronici per Aviazione ed altro. Dico questo perché, i Proprietari di queste Due importantissime Aziende erano miei personali Clienti.
Ripreso a Lavorare nella nuova sede, mi veniva dato l’incarico di formare nella Pratica della Rasatura e del Taglio nel Maschile di un paio di Apprendisti.
Questo, ovviamente mi portava ad avere delle responsabilità ma anche prestigio.
A 19 Anni, era una cosa bellissima, visto che nella norma si diventava Maestro d’Arte non prima dei 25 Anni. In quanto il percorso era il seguente;
Fino a 14 Anni frequenza Scuola Elementare e Media.
Da 14 a 17Anni, Apprendistato comprensivo di Pratica ( nel Salone ) e di Teoria (Scuola Professionale)
Poi, 3 Anni di Lavoro in qualità di Operaio Qualificato.
Poi Scuola per Formatore per 2 Anni.
Quindi, per me erano saltati diversi passaggi.
Il periodo trascorso in questo nuovo Salone è stato molto importante, in quanto mi ha formato molto anche nello spirito.
Nell’Ottobre del 1978, venivo chiamato per essere Arruolato nelle Forze Armate in Italia.
Avrei potuto non presentarmi in quanto Residente all’estero.

 

30 Dicembre 1977
Annuncio di cessione di un Salone da Barbiere a Roma Via Niso 36. Con il cedente, ci accordiamo per l’importo di Lire 6.000.000 (Seimilioni) che preventivamente avevo chiesto ed ottenuto con un Prestito in Germania. Equivalente a circa 14.000 Marchi Tedeschi. Prestito con garanzia del mio giovane fratello Amerigo. Al quale rendevo la somma che Lui nel frattempo aveva liquidato alla Banca prestatrice.
La prima settimana del 1978 e stata catastrofica, a fronte dell’ingente investimento ho incassato solamente Lire 17.000 ( Diciassettemilalire). È stato per me veramente un brutto colpo, quando ho scoperto il motivo. Praticamente i miei predecessori avevano gradualmente perso la Clientela. Per un motivo o un’altro i Clienti erano pochi. Ho preparato un cartello con la fatidica scritta
NUOVA GESTIONE. La seconda settimana l’incasso è salito a Lire 50.000 (Cinquantamilalire) l’Affitto di questo Salone era di Lire 57.000 (Cinquantasettemilalire) mensili. Al momento dell’iscrizione alla Camera di commercio, l’addetto, mi consigliava di mettere da parte circa 800’000 ogni tre mesi. In quanto dopo Tre Anni avrei dovuto saldare l’INPS. Circa 3.200.000
(Tremilioniduecentomilalire). Cosa che fortunatamente e diligentemente avevo messo da parte. Altrimenti sarebbero stati dolori.

 

IO E PAPA GIOVANNI PAOLO SECONDO, KAROL WOJTYLA.
Nell’anno 1978, tra Maggio e fine Settembre, nel Salone del
Sig.Nello Bitocchi a Roma in Via Lucrezio Caro, si era presentato un prete per farsi tagliare i capelli. Il caso volle che fossi libero io. Accomodatosi nella mia poltrona mi chiedeva se potessi tagliare i capelli. Aveva l’accento del Nord’europa, gli chiedevo se fosse tedesco, mi diceva di essere Polacco ma che conosceva la lingua tedesca.
Quindi conoscendo io il tedesco gli chiedevo in tedesco se anch’Egli fosse un Gastarbeiter ( in Italiano significa se fosse un’Ospite lavoratore). Facendosi una risatina, mi rispondeva che poteva anche essere denominato in quel modo. Dopo qualche mese, fine Settembre 1978, ritornava nello stesso Salone e chiamandomi per nome ( Giovanni ), mi chiedeva se fossi disponibile per tagliargli i capelli. Fatto accomodare, gli dimostravo la mia gratitudine per avere ricordato il mio nome. Essendo Egli vestito con un’abito Clergiman (da Prete), non ho potuto resistere dal chiedergli di dare un occhiata ad una Bibbia consegnatami qualche tempo prima dai Testimoni di Geova. Egli sfogliava un paio di pagine mi diceva che non era della Chiesa Cattolica. Quindi io gli chiedevo come mai avendo visto solo due pagine potesse affermare questo. Lui mi rispondeva che mancando l’Imprimatur, poteva affermare che non era della Chiesa Cattolica. Visto che avevo rotto il ghiaccio, gli chiedevo se potevo fargli una confidenza. Alla Sua affermazione, gli dicevo; Padre Karol, dimostrando che anch’io ricordavo il Suo nome, io sono Comunista. Quindi, Lui di rimando mi diceva; tu sei una brava persona. Nel dire questo, vedevo nei Suoi occhi una luce come raramente mi era capitato di vedere. Allora gli ho detto che anche Lui doveva essere un bravo prete. Terminato il taglio di capelli, pagava lasciandomi la mancia e salutando sorridendo con un’arrivederci.
Quando il 16 Ottobre, quindi un paio di settimane dopo avergli tagliato i capelli ed abitando io a Porta Cavalleggeri 1 con la mia famiglia. Quindi a meno di 100 metri. da Piazza San Pietro, dove io ero come altre migliaia di persone in attesa della Fumata bianca, visto che c’era il Conclave per l’elezione del Nuovo Papa, dopo la morte di Papa Giovanni Paolo Primo. Papa Luciani
( PAPA per soli 32 giorni).
Quella sera del 16 Ottobre 1978, sarà per me indimenticabile in quanto dopo la fumata bianca e la vestizione, si affacciava dal Balcone il nuovo PAPA che aveva scelto come nome GIOVANNI PAOLO SECONDO. Quando si affacciava pronunciando la frase indimenticabile SE SBAGLIO MI CORIGGERETE, ho immediatamente riconosciuto la Sua voce. E rivolto ad una Suora, dicevo questo è un PAPA Polacco. E corso quei 100 metri fino a casa, annunciavo che era diventato Papa quel mio Cliente Prete Polacco. Del quale io avevo parlato in casa precedentemente. Ovviamente la Gioia è stata immensa.
Il 6 Gennaio 1979, PAPA GIOVANNI PAOLO SECONDO, si recava in Via dei Cavalleggeri per la Benedizione del Presepe dei Netturbini. Dove io, potendo accedere direttamente dal portoncino che dava sul cortile, naturalmente mi sono recato. Quando ci siamo incontrati praticamente a meno di mezzo metro, con il PAPA, egli mi indicava con il dito sorridendomi facendomi capire che mi aveva riconosciuto (almeno questo credevo io).
Il 31 Luglio 2009 venivo ricoverato nell’Ospedale CTU di Roma per essere Operato di: Ernia del disco intervertebrale lombare senza mielopatia

Durante l’accettazione vedevo la foto del Santo padre GIOVANNI PAOLO SECONDO e dicevo a Suor Celine Caposala del reparto di NEUROCHIRURGIA, che a quel PAPA io avevo tagliato i capelli, lei mi rispondeva che ero fortunato, già averlo conosciuto, figuriamoci poi che gli avevo toccato la testa per tagliare i capelli.

 

 

 

GLI ATTREZZI DA BARBIERE
Visto che ormai parallelamente alla Scuola Elementare, frequentavo il Salone, nel pomeriggio portavo direttamente il Libro ed i quaderni in modo da poter fare nel Salone anche i compiti oltre che pulire e ricopiare le schedine della Sisal nelle 3 sezioni;Figlia, Matrice e.Madre.
Per il mio 10mo Compleanno, quindi nell’Agosto del 1958, il mio Papà mi regalò la dote del Barbiere, che consisterà in:
1 Rasoio a mano libera CHERUSHER 35
1 Rasoio ” ” ” ” ” ” ” ” ” “”  ‘PUMA91
1 Rasoio ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” DOVO 10
1 Rasoio” ” ” ” ” ” ” ” ” ” “KRONEMPUKT 33
1 Forbici    ARBOLITO 1750
1  Forbici Dentate (2lame) FOCUS
1MACCHINETTA A MANO ALCOSO 0000
1 ” ” ” ” ” “” ” ” ” ” ” ” ” ” ”         3 ,mmm
1 ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ” ”   Alcoso Nr. 1
1 Pennello da Barba
1 Coramella o Strappa
1 Pietra per affilatura del Rasoio
Con questo Corredo, mi fu detto, che se NON AVESSI POTUTO STUDIARE AVREI POTUTO CONTINUARE A VIVERE!!!
Infatti terminata la 5ta Elementare nel Giugno del 1959 e non avendo la possibilità di continuare a Studiare ho proseguito con il Barbiere a tempo pieno.
Nel mese di Ottobre del 1960, dopo oltre 6 Anni di apprendistato il Maestro iniziò a darmi la prima paga Settimanale
100 Lire. Con la prima paga volli fare un regalo a Mamma. Tornai a casa con una Puccia di pane pagata da me.
Nel frattempo si era aggregato il cognato del Maestro, ANTONIO POLIMENO fratello della fidanzata e futura moglie Rina.Con il quale nacque un’amicizia così forte che negli anni successivi mi volle, con mio grande piacere come Padrino per la figlia Monia.
Con Antonio, andavamo così d’accordo che le nostre Mamme ci trattavano entrambe come figli propri.